Ahmed ha dieci anni e ogni estate, insieme agli altri bambini che abitano nella sua via a Gaza City, faceva volare aquiloni per passare il tempo. Sua madre, Umm Mohammed, ha detto a Reuters che quest’anno non glielo permetterà più: “Ho paura che possa farsi male”. Tutta colpa delle minacce arrivate da Tel Aviv. Nel weekend, infatti, alcuni aquiloni - senza alcun materiale incendiario - sarebbero stati trovati secondo Reuters nel kibbutz Nahal Oz, a circa 800 metri dal confine con Gaza, e in altre località del sud di Israele. Così il ministro della Difesa Israel Katz ha scritto su X di aver dato, insieme a Benjamin Netanyahu, disposizioni alle forze armate per allocare “una politica di zero tolleranza e zero concessioni” contro il lancio di aquiloni e palloncini verso gli insediamenti del Negev: “Qualora i lanci dovessero continuare, verranno intraprese azioni forti per porre fine a questo fenomeno. La pena per palloncini e aquiloni è la stessa di quella per i droni: con o senza materiali esplosivi”. Katz ha anche preso le distanze dal suo predecessore Yoav Gallant, promettendo di non permettere “che la politica attuata prima del 7 ottobre si ripeta”.I comitati popolari di Gaza, ovvero le reti di ong e associazioni di beneficenza che gestiscono i campi per sfollati, hanno risposto con un appello diretto ai genitori, coordinato con le autorità di Hamas: “Stiamo lavorando instancabilmente sul campo e facendo tutto il possibile per fermare questa pratica. Non per limitare l’infanzia dei nostri figli, che sono già stati privati dei diritti più elementari di giocare e vivere in sicurezza, ma per proteggere le loro vite innocenti”, hanno scritto in un comunicato stampa.Hamas, però, ha negato qualsiasi responsabilità diretta, definito gli aquiloni “giocattoli per i bambini nei campi di sfollamento” e accusato Israele di usarli come un “pretesto fabbricato” per proseguire gli attacchi nonostante il cessate il fuoco dello scorso ottobre. Un funzionario del movimento ha detto a Reuters che il gruppo avrebbe presentato una formale protesta ai mediatori della tregua. Fonti della Difesa israeliana, dal canto proprio, ritengono che sia proprio Hamas a incoraggiare i lanci per testare la reazione di Israele.Un precedente, datato 2018, sbilancia entrambe le narrazioni: allora gli abitanti di Gaza lanciarono oltre il confine palloni e aquiloni effettivamente incendiari, finendo per provocare roghi su centinaia di ettari di campi e terreni agricoli, come forma di protesta contro il blocco israeliano nella Striscia. Questa volta gli oggetti ritrovati non trasportavano materiali pericolosi. Israele ha persino portato la questione davanti al Board of Peace: un suo funzionario ha confermato a Reuters di aver trasmesso il messaggio che “ogni attività militante a Gaza deve fermarsi, incluso il volo degli aquiloni”.