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Sara Gandolfi

Ford, premier dell'Ontario, ha minacciato un boicottaggio energetico. Ma non tutte le province sono pronte ad allinearsi a misure estreme

Oggi, alle 11 ora locale (le 17 in Italia), il governo di Ottawa presenterà la sua rappresaglia – «dollaro per dollaro», ha promesso il premier Mark Carney - dopo l’entrata in vigore dei nuovi dazi Usa del 50% su una serie di merci di importazione canadesi per il valore di 20 miliardi di dollari e l’annuncio di ulteriori dazi su auto, componentistica auto e acciaio canadesi, a partire dal primo gennaio.

Assieme alla guerra commerciale, è partita una violenta guerra di insulti fra Stati Uniti e Canada. «Kiss my ass», baciami il culo, è una frase ormai sdoganata da Trump nel linguaggio anti-diplomatico del Nord America. Stavolta, però, è contro di lui che l’ha usata Doug Ford, il premier (conservatore) dell’Ontario, la provincia più popolosa e più duramente colpita dai dazi Usa, dove ha sede la «motor valley» canadese, sede dei principali stabilimenti della filiera automobilistica del Nordamerica, da Ford a Stellantis, da General Motors a Toyota, tutti in qualche modo travolti dalla crisi.