Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiItalia e Germania si guardano allo specchio, quello del Luna Park che distorce l’immagine. A volte si appare magri e in forma, e altre come una palla. Già il 23 novembre del 1997, Le Monde mise in guardia: L’Allemagne s’italianise, la Germania diventa come l’Italia. I francesi erano preoccupati, i tedeschi lo presero per un complimento.

Tentavano di vestirsi all’italiana, preferivano gli spaghettibolognese (scritto così) ai würstel, sui menu scrivevano “gnokki”, “brokkoli”, e latte “makkiato”. Hanno imparato in fretta a cucinare gli spaghetti al dente, e a Berlino spesso il cappuccino è meglio che a Trastevere. In trent’anni hanno imparato a scioperare, e come le cicale latine a fare debiti, che non sono sempre un male: l’ossessione per il risparmio ha provocato disastri.

Le foreste bruciano e scoprono di avere un solo aereo antincendio, in Italia sono 18. La benzina costa più in Germania che in Italia. La mitica Deutsche Bahn (le ferrovie tedesche) è un disastro, e dovrebbe guarirla l’italiana Evelyn Palla. La milanese Unicredit conquista la Commerzbank. Il governo era contrario, ma gli azionisti sono soddisfatti. Gli italiani lavorano più a lungo, e sono perfino più efficienti. L’ultimo governo a Roma dura da 4 anni, più stabile della squadra del Cancelliere Friedrich Merz, litigiosa e inefficiente. Va male anche lo sport: ai mondiali l’Ecuador butta fuori la Germania, come l’Italia fu eliminata dalla Corea.