Nei primi anni Cinquanta in Germania qualcuno coniò l’espressione Gastarbeiter: lavoratori ospiti.

Una definizione burocratica e temporanea per descrivere gli italiani che arrivavano dal Sud e dal Nord-Est per lavorare nelle sue fabbriche.

Erano una delle gambe del miracolo economico tedesco, insieme a turchi, greci, spagnoli e agli altri stranieri chiamati a colmare la scarsità di manodopera.

Oggi la parola è rimasta nel vocabolario del paese guidato dal cancelliere Friedrich Merz.

Ma qualcosa, nel rapporto tra Roma e Berlino, è cambiato.