Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiL’anno scorso in Germania si sono chiuse 187.744 imprese, circa cinquecento al giorno, il dieci per cento in più rispetto all’anno precedente, mai così tante da vent’anni. La crisi, e il ritardo delle riforme decise dal governo, non colpiscono solo l’industria, le grandi case automobilistiche, ma anche le piccole aziende, le imprese artigianali, ogni settore è in difficoltà. I disoccupati rimangono oltre i tre milioni, ma i posti vacanti sono poco meno di due milioni. Gli immigrati non sono in grado di lavorare in una fabbrica moderna.
I due partiti al governo, i cristianodemocratici e i socialdemocratici, hanno discusso a lungo e litigato per giungere a un faticoso compromesso che, nonostante le promesse, finisce per colpire il ceto medio, le famiglie e le imprese. Alla fine aumentano i costi, e si complica la burocrazia, che nelle intenzioni sarebbe dovuta diventare più semplice.
La crisi dell'edilizia e l'impatto ambientale
A Francoforte, nei primi sei mesi di quest’anno sono stati venduti appena 72 appartamenti, nonostante manchino gli alloggi. Perché sono troppo cari, per la mano d’opera, per l’aumento del costo dei materiali, e per l’intrico di norme ecologiche per salvare l’ambiente. Ma si vietano quelle a favore degli inquilini. Quest’estate per il caldo le vittime sono state 12.500. Anche perché non si è voluta installare l’aria condizionata, che inquina, neanche nelle residenze per gli anziani e negli ospedali, ed è vietata da molti regolamenti dei condomini. L’edilizia, privata e pubblica, è in crisi. A Berlino sono centinaia i cantieri aperti dove nessuno lavora.







