Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl Padiglione dell’Austria alla 61esima Biennale d’Arte di Venezia (intitolata In Minor Keys e segnata dalla prematura scomparsa della sua curatrice Koyo Kouoh) ospita l'opera “Seaworld Venice”, ideata dalla coreografa e performer austriaca Florentina Holzinger. All'esterno dell'edificio razionalista firmato da Josef Hoffmann, una performer nuda è sospesa all'ingresso tramite imbracature per suonare una campana di bronzo al cambio di ogni ora, utilizzando il proprio corpo sospeso come batacchio umano.

All'interno dell'edificio, interamente allagato, l’acqua fa da scenario a una serie di azioni dal vivo. Un cast composto da performer nude esegue percorsi ginnici su una sorta di palo da arrampicata rievocando la Deposizione di Cristo, mentre moto d'acqua guidate dalle artiste sollevano spruzzi sulle pareti. A completare l'infrastruttura dell'opera c'è un impianto idraulico. I gentili visitatori sono invitati a urinare in un bagno chimico allestito nello spazio. Lì, attraverso un sistema ad altissima tecnologia di depurazione, l’urina viene trasformata in acqua che finisce in una grande vasca in vetro. In questo ambiente, una Venere subacquea (in carne ed ossa), ispirata alla Venere dormiente di Giorgione dipinta a Venezia nel 1510, riposa con maschera e bombola d’ossigeno immersa nel liquido riciclato per tutta la durata dell'apertura.