Padiglione Austria

Una donna nuda dentro una campana usa il proprio corpo per suonare i rintocchi che scandiscono la nuova ora: è una delle immagini simbolo della Biennale di Venezia. Foto e video della performance sono virali e il relativo padiglione, quello dell'Austria, è preso letteralmente d'assalto da giorni, come testimoniano le lunghe file. Ma quest'anno la discussione attorno all'esposizione non riguarda solo l'ambito strettamente artistico, che coinvolge gli appassionati, gli esperti del settore, chi si occupa di cultura. Le dimissioni della giuria, l'esclusione di Russia e Israele dai premi, la partecipazione della Russia, la lettera aperta di curatori e artisti: la situazione geopolitica ha influito molto, incrementando l'interesse generale, anche di chi è solitamente meno inserito nel mondo del design. Tutto questo ha aperto un ampio dibattito sul rapporto tra politica, cultura e istituzioni internazionali; si è acceso un faro sul filo che collega l'arte e le "urgenze del nostro tempo". In Minor Keys è il tema di quest'anno: un riferimento alle tonalità minori della musica, che vuole essere un focus sull'emotività più profonda, su ciò che viene custodito al di sotto del rumore sovrastante prodotto dallo scorrere incessante della vita. Ogni artista ha dato la sua interpretazione, proponendo la propria visione nel rispettivo padiglione nazionale. Fanpage.it ha chiesto a Nicolas Ballario cosa vale la pena visitare quest'anno e come mai c'è questo rinnovato interesse, che ha reso la Biennale 2026 così virale anche sui social, di più rispetto al passato.