Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che autorizza lo Stato a controllare temporaneamente le infrastrutture critiche se i loro proprietari non riescono a proteggerle dalle minacce alla sicurezza, compresi gli attacchi dei droni ucraini. Il decreto definisce «infrastrutture critiche» tutte le «strutture di particolare importanza per la sicurezza e la stabilità economica della Russia», comprese le raffinerie, le centrali elettriche, le industrie, le infrastrutture per i trasporti e per la logistica (come i magazzini).

Negli ultimi mesi l’Ucraina sta riuscendo a colpire con sempre più efficacia il territorio russo, in particolar modo le raffinerie (dove il petrolio greggio viene trasformato in carburanti) e i magazzini di Wildberries, la “Amazon russa”. Le intenzioni dietro al decreto non sono chiare. Il vice primo ministro russo ha dichiarato che verrà applicato raramente e temporaneamente, e ha specificato che per questo non deve essere inteso come una forma di nazionalizzazione. Secondo l’analista politico russo Abbas Gallyamov però è in realtà un modo per spingere i proprietari delle infrastrutture (e delle raffinerie in particolare) a ripararle e a contribuire alla loro protezione, sotto la minaccia di levare a loro il controllo dell’infrastruttura stessa.