È una novità inattesa e dagli effetti difficili da predire quella che IBM ha annunciato a Hot Chips 2026. L'azienda ha infatti comunicato di voler lanciare un processore compatibile sia con le istruzioni ARM sia con quelle IBM Z, da inserire nei suoi futuri mainframe. Si tratta di una novità che è possibile leggere in due modi: da un lato come un tentativo di innovare e rinnovare i mainframe IBM Z, dall'altro come una dichiarazione di resa di fronte alla progressiva erosione del loro mercato.
IBM lancerà un processore con doppia ISA IBM Z e ARM
IBM afferma che "l'ecosistema ARM include più di 22 milioni di sviluppatori nel mondo e supporta un portfolio in rapida crescita di applicazioni native del cloud, IA, analisi dei dati, infrastrutture e applicazioni aziendali." Proprio questo ricco ecosistema ha spinto l'azienda a stringere un accordo con ARM all'inizio dell'anno, il cui primo frutto è un nuovo processore che supporterà l'ISA, ovvero l'insieme delle istruzioni, del progettista britannico.
Ormai tutti i processori moderni hanno disaccoppiato l'ISA, dall'implementazione nell'hardware; se, ad esempio, fino ai primi anni 2000 i processori x86 erano davvero CISC e perciò avevano realmente istruzioni complesse implementate come tali in hardware, la tendenza progettuale degli ultimi 20 anni circa è quella di implementare invece le architetture come un front-end che interpreta le istruzioni dell'ISA e le trasforma nelle cosiddette "micro-operazioni", che vengono poi effettivamente eseguite dall'hardware. In altri termini, ogni processore è ora RISC sotto il cofano.










