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Intel prepara una modifica importante all’architettura x86-64: con i futuri chip Xeon Diamond Rapids arriveranno le Advanced Performance Extensions, o APX, un insieme di estensioni che interviene sulla parte più tradizionale dell’ISA x86 e raddoppia il numero dei registri general purpose disponibili lato software. Non si tratta quindi dell’ennesimo pacchetto dedicato soltanto ad AI, vettori o matrici. APX mette mano al funzionamento delle normali istruzioni intere, quelle che costituiscono una parte enorme del codice eseguito ogni giorno da sistemi operativi, database, runtime, server Web e applicazioni.
Dal passaggio ad AMD64 nei primi anni 2000, l’architettura x86 a 64 bit dispone di 16 registri general purpose. APX porta il totale a 32 registri, piccole aree di memoria interne alla CPU, velocissime, usate per conservare temporaneamente dati, indirizzi e risultati delle operazioni.
Intel lavora su APX da alcuni anni, ma l’evento Hot Chips 2026 ha dato un’indicazione concreta su dove debutteranno le nuove estensioni ovvero nei Diamond Rapids, la futura generazione Xeon prevista nel 2027.
L’architettura x86 originaria del 1978 aveva appena 8 registri general purpose a 16 bit; con x86-64 il numero salì a 16. APX compie adesso un altro salto e porta Intel sullo stesso ordine di grandezza di ISA moderne come AArch64 e RISC-V, entrambe caratterizzate da un set di registri molto più ampio rispetto al vecchio modello x86. Nel frattempo Diamond Rapids cambierà profondamente anche altri aspetti: Intel parla di configurazioni fino a 256 P-core, 1,28 GB di cache LLC, 16 canali di memoria e 128 linee PCIe 6.0.








