IBM ha presentato alla conferenza Hot Chips 2026 un nuovo processore destinato alle future generazioni di IBM Z e LinuxONE che introduce un'architettura dual-ISA, progettata per eseguire nativamente sia il software basato sulla z/Architecture sia quello sviluppato per Arm. Si tratta del primo risultato concreto della collaborazione tra IBM e Arm avviata nell'aprile di quest'anno e di un'evoluzione significativa per i sistemi enterprise, perché le due architetture potranno convivere all'interno dello stesso processore senza ricorrere all'emulazione.

L'obiettivo è permettere alle aziende di affiancare agli ambienti z/OS e Linux tradizionalmente utilizzati su IBM Z anche workload Linux basati su Arm64, mantenendo le caratteristiche di affidabilità, sicurezza, disponibilità e scalabilità proprie dei sistemi mainframe IBM. La novità assume particolare rilevanza considerando la diffusione dell'ecosistema software Arm, che conta oltre 22 milioni di sviluppatori e comprende applicazioni destinate a cloud, edge computing e intelligenza artificiale.

Il processore non utilizza due categorie separate di core, come avviene nelle architetture ibride basate su Performance ed Efficiency core, né introduce un livello di emulazione. L'ISA Arm viene invece integrata direttamente nei core del processore IBM Z, consentendo a ciascun core di eseguire nativamente istruzioni IBM Z e Arm. Secondo IBM, questo approccio permette di far convivere contemporaneamente workload delle due architetture sullo stesso sistema.