Pagare una multa dovrebbe chiudere definitivamente una vicenda con l’amministrazione. Per un automobilista australiano, invece, è stato soltanto l’inizio di un lungo incubo burocratico. Dopo aver saldato regolarmente una contravvenzione per divieto di sosta da 86 euro, un anno più tardi si è visto recapitare una nuova richiesta di pagamento accompagnata dalla minaccia della sospensione della patente.
La storia, raccontata dalla stampa locale australiana e ripresa dai media europei, dimostra quanto un semplice errore amministrativo possa trasformarsi in una situazione estremamente stressante. Soltanto grazie alla documentazione conservata dall’automobilista è stato possibile dimostrare che il pagamento era realmente avvenuto.
La multa era stata pagata nei tempi
Tutto ha origine nell’agosto del 2025, quando il conducente riceve una sanzione da circa 86 euro per un parcheggio irregolare. L’uomo decide di pagare l’importo in più versamenti e completa il saldo quattro giorni prima della scadenza indicata nel verbale.
Convinto di aver risolto la questione, non immagina minimamente che quel pagamento non venga registrato correttamente nei sistemi dell’amministrazione competente. Per diversi mesi non riceve ulteriori comunicazioni e la pratica sembra definitivamente archiviata. Il problema riemerge improvvisamente nel 2026, quando nella sua cassetta delle lettere arriva un nuovo avviso. Secondo quanto riportato dalle autorità, quella multa risulta ancora completamente insoluta.







