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Redazione Milano
Il trapper, 26 anni, è stato interrogato nel carcere di San Vittore. È stato fermato sabato per detenzione ai fini di spaccio di cocaina, marijuana e hashish e per il possesso di una pistola Beretta calibro 6.35 clandestina, con una cinquantina di munizioni
«Non ho mai spacciato, la droga che avevo era per uso personale, perché ho una conclamata dipendenza. L'arma ce l'avevo per autodifesa, perché di recente ho subito un furto in casa». Così, secondo quanto riferito dal legale Niccolò Vecchioni, si è difeso il trapper Tony Boy nell'interrogatorio davanti al gip nel carcere milanese di San Vittore, contestando l'accusa di spaccio, ma rendendo dichiarazioni confessorie sulla pistola con matricola abrasa trovata nella sua casa dalla Polizia. Il gip dovrebbe decidere in giornata sulla convalida dell'arresto e sulla misura cautelare.
Nell'interrogatorio, davanti alla gip Chiara Valori, durato circa un'ora, il 26enne, come spiegato dall'avvocato Vecchioni, ha «contestato l'accusa di spaccio con fermezza - ha aggiunto il legale - Noi abbiamo chiesto al giudice che non venga applicata alcuna misura cautelare o in subordine i domiciliari e attendiamo la decisione in giornata». «L'arma - ha proseguito il difensore - era detenuta con finalità di autodifesa, perché aveva subito un furto in casa che aveva denunciato e in risposta ha deciso di procurarsi quella pistola. Lui ha fornito indicazioni su come si sia procurato quell'arma».










