Il progetto di un Centro autonomo, riformista e di governo decollerà concretamente con le prossime elezioni politiche. Anche perchè, ma è persino inutile ricordarlo ancora, nella coalizione progressista e di sinistra per le forze cosiddette centriste o schiettamente riformiste c’è posto solo in piedi, come si suol dire. O meglio, per dirla con un linguaggio più appropriato, è previsto solo il “diritto di tribuna”. La conferma arriva dall’eterno stratega di questi movimenti, l’ex comunista Bettini che in tempi non sospetti aveva già previsto la costituzione di una “tenda” per i centristi della coalizione di sinistra. Una “tenda” dove, di fatto, il ruolo del Centro è drasticamente e strutturalmente irrilevante al punto che lo stesso Bettini è il mentore che guida in modo quasi scientifico i passi dell’assessore di Roma Onorato che, almeno sulla carta, dovrebbe essere – anzi è – uno dei protagonisti del Centro nella futura “gioiosa macchina da guerra” di occhettiana memoria. Ogni ulteriore commento, al riguardo, è persin superfluo.

Specularmente nel campo del centro destra l’autorevolezza, il carisma e il peso politico di Giorgia Meloni è talmente forte ed evidente che da quelle parti ogni ulteriore contributo politico è certamente importante ma destinato a non avere un ruolo di particolare importanza. A maggior ragione da quando il partito di Forza Italia, formalmente una forza politica centrista, è diventato, di fatto e del tutto legittimamente, un ramo d’azienda.