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Redazione Esteri

Rimane aperta la questione decisiva: fin dove può spingersi il presidente nel modificare le regole elettorali. E con le midterm alle porte, il tempo per rispondere è sempre meno

A meno di tre mesi dalle elezioni di metà mandato, la Corte Suprema concede a Donald Trump una vittoria sul terreno che il presidente americano considera da anni uno dei simboli delle presunte falle del sistema elettorale: il voto per corrispondenza. Con un'ordinanza non firmata, i giudici hanno stabilito che gli Stati non possono, per il momento, bloccare la direttiva con cui l'amministrazione vuole introdurre nuovi controlli sulle schede spedite per posta. La decisione non significa però che la Corte abbia riconosciuto la legittimità dell'intero progetto di Trump. Anzi. I giudici precisano che la questione centrale — cioè se l'amministrazione federale abbia davvero l'autorità per intervenire sulle modalità con cui gli Stati organizzano le elezioni — resta aperta.

Il punto, per ora, è procedurale. Secondo la maggioranza dei giudici della Corte Suprema, gli Stati che hanno fatto ricorso non hanno dimostrato di avere titolo per contestare la direttiva perché si tratta di una disposizione interna all'amministrazione federale che, in questa fase, non incide direttamente sulla loro gestione delle elezioni. Al contrario, il congelamento dell'ordine avrebbe potuto provocare un danno irreparabile all'amministrazione Trump. È una distinzione tutt'altro che secondaria. La Corte sottolinea infatti che la direttiva «non disciplina le procedure di registrazione degli elettori degli Stati» e non mette formalmente in discussione la loro autorità di creare e applicare le proprie regole elettorali. Ma proprio su questo terreno si giocherà la prossima fase dello scontro. L'ordine esecutivo era stato firmato da Trump a marzo. Prevede che il Dipartimento per la Sicurezza interna compili un elenco dei cittadini aventi diritto al voto e stabilisce che il Postal Service accetti le schede elettorali per corrispondenza soltanto dagli elettori presenti in quelle liste.