Una bambina di 4 anni è morta, e questo imporrebbe silenzio e preghiera. Tuttavia, prima ancora che la magistratura potesse accertare fatti e responsabilità, è partita la gogna mediatica contro i suoi genitori, rei di non avere vaccinato la figlia.

In aggiunta, a Palermo è iniziata pure la caccia al bimbo «No vax»: i carabinieri potranno entrare nelle scuole materne ed elementari per scovare i piccoli non in regola con le immunizzazioni, su mandato della procuratrice per i minorenni Claudia Caramanna. Viste le circostanze, dunque, pare opportuno cercare di portare un po’ di igiene nel dibattito e pure, si consenta, una proposta.

Vaccini, in Europa gli obblighi non sono tutti uguali

In Europa i Paesi dove l’antidifterite non è obbligatorio sono numerosi. Parliamo, in ordine alfabetico, di Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Romania, Spagna e Svezia.

Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), in tutti questi Stati il vaccino contro la difterite è raccomandato ma non imposto, insieme e tanti altri. Ora, mentre in linea teorica è possibile supporre differenti rischi in Italia e in Lituania, viene difficile pensare che un bimbo nato a Palermo o a Milano corra pericoli diversi da uno nato a Berlino, Vienna, Madrid o Atene. Pertanto, a meno di voler tacciare Paesi come la Germania, l’Austria o la Spagna di essere no vax, si tratta solo di differenti politiche sanitarie.