Continua a tenere banco il caso della bambina di 4 anni morta per difterite a Palermo. Daniela Faraoni, ex direttrice dell’Asp palermitana, ricorda le difficoltà che i medici riscontrano con i vaccini nel quartiere Zen, dove vive la famiglia della bimba. Un quartiere che “sembra un mondo a sé”, dove vaccinare i bambini “è un’impresa” per via di radicate credenze popolari. Secondo Faraoni serve una organizzazione straordinaria, si deve andare sotto casa di chi non va in poliambulatorio.
Vaccini allo Zen di Palermo, l'allarme dei medici
Serve una "organizzazione straordinaria"
Migliora il cuginetto della bambina morta per difterite
Vaccini allo Zen di Palermo, l’allarme dei mediciLa bambina di 4 anni morta a Palermo per difterite ha risollevato il tema delle vaccinazioni pediatriche.In particolare allo Zen, quartiere difficile della città, dove vive la famiglia della bimba e dove i medici trovano non poche difficoltà a far vaccinare i bambini.ANSAIl quartiere Zen di PalermoIn questo quartiere “che sembra un mondo a sé” “vaccinare i bambini è un’impresa”, dice al Corriere della Sera Daniela Faraoni, ex direttrice dell’Azienda sanitaria di Palermo e fino a pochi mesi fa assessora regionale alla Salute, ora alla guida di Infratel.Faraoni ricorda che mesi fa Asp e assessorato avevano pensato a un piano specifico per le vaccinazioni allo Zen, per sostenere i medici nel confronto con i genitori, rimasto sulla carta.Tante famiglie si rifiutano di fare le vaccinazioni obbligatorie, racconta la pediatra della bimba, per via di una radicata credenza popolare: “In tanti, troppi, pensano che a seguito delle vaccinazioni i bimbi possano diventare autistici”.










