di
Stefano Righi
Le due banche target dell’azione difensiva presentata dal ceo di Mps, Luigi Lovaglio, hanno profili diversi ma un pericolo destino comune
Hugues Brasseur, prima di tutti. Ma al fianco del ceo del Credit Agricole Italia c’è Giampiero Maioli, da sedici anni qualcosa di più del più gettonato esponente italiano del gruppo francese. I due sono molto ascoltati a Parigi, anche se poi è la capogruppo che decide. Dovrà farlo presto: l’Agricole è chiamato in causa dall’offerta di Mps, che vuole acquisire la totalità del Banco Bpm, di cui i francesi sono i primi azionisti, con oltre il 29 per cento del capitale. Rispetto al 31 luglio, quando i vertici del gruppo francese, il ceo Olivier Gavalda e il vice Jérôme Grivet, rigettarono il progetto del controllato Banco Bpm su Mps (non si farà nulla senza di noi o contro di noi), ora la partita è del tutto diversa. Anzitutto, è Mps ad agire. Poi, ai francesi, toccherà comprendere le opportunità di business e di sviluppo della loro presenza in Italia che potrebbero avere beneficio dall’offerta di Siena.
Terzo poloOggi, mentre si torna a parlare di terzo polo del credito da 80 miliardi di capitalizzazione, è opportuno ricordare che un terzo polo bancario di rilevanza europea in Italia c’è già, ed è proprio quello costituito dalla presenza dell’Agricole e costruito da Maioli. A Parigi, infatti, si fregano le mani. Se non fosse stato per il golden power usato in modo incongruo dal governo italiano per salvare Banco Bpm dalla italianissima Unicredit un anno fa, i francesi non sarebbero mai riusciti a trovarsi in una situazione tanto vantaggiosa, dove qualsiasi cosa succeda possono solo guadagnare. E tanto.Una risposta preliminare si attende anche dalle Assicurazioni Generali, primo azionista di Banca Generali (50,17 per cento), il polo del private banking finito a sua volta nel mirino di Mps. Venerdì 21 agosto, il cda della banca del Leone si è espresso in maniera neutra. Andrà compreso qual è l’orientamento della compagnia, azionista di maggioranza. Ma ai piani alti del grattacielo di gruppo, a Milano, in Piazza delle Tre Torri, il tempo sembra non passare mai. Dal 2021 è il terzo assalto a Banca Generali. I primi due sono andati a vuoto: c’è chi spera che Trieste si adoperi per confermare il noto proverbio.














