Immaginate una stanza in affitto nel nord dell'Europa, alla fine di un'estate che sta già diventando fredda. Un ragazzo di ventuno anni siede davanti a un computer comprato con i suoi risparmi. Fuori la città si prepara al buio dell'autunno finlandese, dentro c'è solo il ronzio di una ventola e la luce verdastra di un monitor a fosfori.

Il ragazzo si chiama Linus Benedict Torvalds. Studia informatica all'Università di Helsinki. Da aprile lavora, nei ritagli di tempo, a un progetto personale che non ha nessuna ambizione particolare. Quella sera decide di parlarne a qualcuno.

È il 25 agosto 1991. Trentacinque anni fa, oggi.

Il problema di un sistema che stava stretto

Torvalds usava Minix, un sistema operativo didattico creato dal professore olandese Andrew Tanenbaum e diffusissimo fra gli studenti di informatica di tutto il mondo. Minix era elegante, era pensato per insegnare, e proprio per questo era anche limitato.