Immaginate un ufficio del CERN, alla periferia di Ginevra, in un martedì d'agosto del 1991. Fuori, l'Europa è in vacanza. Dentro, un ricercatore inglese di trentasei anni siede davanti a un computer nero, cubico, bellissimo e costosissimo. Digita un messaggio destinato a un forum di appassionati di ipertesti, un luogo digitale frequentato da poche centinaia di persone in tutto il pianeta. Spiega di aver costruito un sistema per collegare documenti tra computer diversi. Allega le istruzioni. Invita chiunque a partecipare.
Quel giorno, il 6 agosto 1991, Tim Berners-Lee pubblicò le informazioni sul progetto WorldWideWeb sul newsgroup alt.hypertext e invitò tutti a collaborare: in un solo messaggio, il web veniva presentato al mondo. Gli stessi file furono resi disponibili su Internet via FTP.
Non ci fu una conferenza stampa. Non ci fu un applauso. Non ci fu nemmeno una risposta immediata degna di nota. C'era solo un uomo che regalava un'idea a chiunque volesse raccoglierla, senza chiedere nulla in cambio. Trentacinque anni dopo, quel gesto è alla base di quasi tutto ciò che facciamo quando accendiamo uno schermo.
"Vago, ma promettente"
La storia era cominciata due anni prima, e con un rifiuto travestito da complimento.







