Dietro di sé aveva 16 anni di sforzi. Davanti a sé 40 anni di un’ascesa che non accenna a rallentare. In quel momento però era stato solo un ping. “È il nome di un comando informatico. Dal nostro laboratorio del Cnr di Pisa avevamo inviato un pacchetto di dati a un computer in Pennsylvania. Neanche un secondo e sullo schermo era comparsa la risposta: ok. Era il 30 aprile 1986 e avevamo creato il primo collegamento internet in Italia”.

Antonio Blasco Bonito, 75 anni, è l’informatico oggi in pensione che ha inviato quel comando. “Tutti mi chiamano Blasco e basta” racconta. “Sono l’uomo che ha connesso l’Italia a Internet, la rete che oggi è la casa del mondo. Il merito principale non è certo mio, ma quel giorno davanti a un computer grande come un frigorifero che si chiamava Butterfly Gateway ero solo”.

Mai una prima volta fu più sobria di così. Il direttore del Cnuce, il laboratorio di calcolo informatico del Cnr di Pisa, era fuori per missione. Luciano Lenzini, il ricercatore anima dell’iniziativa che ha portato internet in Italia, non era lì in quel momento. “Gli ho telefonato subito. Eravamo emozionati dopo tanti anni di sforzi” ricorda Blasco.

Blasco Bonito impegnato nella biodanza