Il 2026 vedrà l’IA nei programmi scolastici. La sperimentazione è iniziata due anni fa, nell'ottobre 2024, in quattro regioni pilota (Lombardia, Toscana, Lazio e Calabria) e in 15 istituti scolastici ma l'obiettivo, da quest'anno, è coinvolgere tutte le scuole italiane. L’Intelligenza Artificiale, infatti, entra stabilmente nei percorsi educativi, come contenuto da conoscere e come strumento per innovare la didattica.

Il ministero dell'Istruzione ha previsto l’aggiornamento delle Indicazioni nazionali del secondo ciclo, per integrare tecnologie avanzate e IA generativa nei percorsi di studio. L’IA viene anche inserita nell’ambito dell’insegnamento dell’Educazione civica, con attenzione ai profili etici e alla cittadinanza digitale.

Vengono rafforzati le competenze Steam (scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica) e l’orientamento scolastico, per accompagnare gli studenti verso scelte formative e professionali coerenti con le trasformazioni tecnologiche.

La prima fase della sperimentazione dell'Ia in classe, iniziata due anni fa, si è conclusa nel giugno scorso, e sarà l’Invalsi a valutare i risultati del progetto, confrontando i progressi degli studenti delle classi “digitali” con quelli delle classi “tradizionali”. "E' un lavoro che è in corso - spiega all'ANSA il presidente di Invalsi, Roberto Ricci - e i cui esiti saranno pronti presumibilmente a dicembre".