Guido Roviello, clochard ucciso a Caserta
Il vescovo don Pietro Lagnese e la Diocesi di Caserta si sono detti disponibili a garantire una degna sepoltura a Guido Roviello, il clochard ucciso di botte in città.
"Di fronte ad una morte così violenta e insensata, ciò che ancora di più colpisce le coscienze è l'indifferenza di chi ha visto consumare un omicidio così efferato, senza intervenire". Sono queste le parole di don Pietro Lagnese, vescovo di Caserta, sulla morte di Guido Roviello, il clochard di 62 anni ucciso di botte in pieno centro per un debito di 50 euro. Punta il dito contro l'indifferenza di chi si è girato dall'altra parte, don Lagnese, che prosegue: "Dietro le definizioni generiche ci sono persone, storie, volti e dignità che non possono rimanere invisibili o essere spazzati via come un problema di decoro urbano. Guido, con le sue fragilità e il suo grido di aiuto, chiedeva solo di essere visto e ascoltato".
Guido Roviello è stato aggredito in piazza Sant'Anna, nel centro di Caserta, da un altro senza fissa dimora, un 40enne rumeno che lo ha colpito con violenza inaudita, come dimostra un video del pestaggio che è stato diffuso sui social. Il video mostra, come ha sottolineato anche don Lagnese, altri uomini che assistono all'aggressione senza intervenire. A proposito, ancora, di Guido, il vescovo e la Diocesi si sono resi disponibili "ad assicurare una degna sepoltura a Guido, come segno di rispetto per la dignità inviolabile di ogni persona". Il vescovo di Caserta si è poi concentrato anche, in generale, sulla situazione dei senza fissa dimora: "Non basta un'azione emergenziale né una semplice rimozione dei giacigli. Serve un tavolo di confronto stabile e una rete strutturata. Mi farò promotore di un dialogo costante, affinché responsabilità pubblica e solidarietà sociale camminino insieme per intervenire prima che le fragilità arrivino al punto di non ritorno" ha detto don Lagnese. "La carità e l'impegno profusi quotidianamente dai sacerdoti, dalle parrocchie, dalla nostra Caritas, dalla Comunità di Sant'Egidio e dalle altre associazioni di volontariato del territorio sono fondamentali, ma devono trovare corrispondenza in una comunità che sceglie di non voltarsi dall'altra parte".












