di
Piero Rossano
Convalidato il fermo del 40enne rumeno, che confessa l'omicidio. Il video del pestaggio e lo choc in città: «Grave l'indifferenza dei presenti»
Massacrato a calci e pugni per un piccolo debito. Quella che era solo un’ipotesi investigativa sull’omicidio di Guido Roviello, il clochard di 62 anni morto venerdì scorso all’ospedale di Caserta dopo il feroce pestaggio subito in una piazza del centro città, si è rivelata ieri fondata per ammissione della stessa persona individuata attraverso i filmati come autore dell’aggressione. L’uomo, 40 anni, di nazionalità rumena (e non ucraina come si era diffuso in un primo momento), ha ammesso le proprie responsabilità durante l’interrogatorio e il gip Mauro Bottone del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha convalidato il fermo emesso dai sostituti della locale Procura, Gionata Fiore e Maria Ludovica De Cicco.
G. B., queste le iniziali dell’uomo arrestato, anch’egli senza fissa dimora, ha nominato come proprio difensore Antonio Coscia del foro di Potenza. Incalzato dalle domande dei pm e inchiodato dalle immagini del pestaggio (oltre che da alcune testimonianze), ha ammesso di aver aggredito Roviello e ha giustificato la sua condotta con il fatto di non riuscire a riottenere i 50 euro che gli aveva prestato tempo prima. Davanti all’ammissione il gip ha quindi applicato nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere.










