Ha viaggiato sul treno che garantisce gli arrivi delle personalità straniere in una Kiev tornata zona di guerra, bersaglio dei missili balistici russi. Una notte a bordo del «Bravery Express», il treno del coraggio, come è stato ribattezzato il convoglio blindato delle ferrovie ucraine. Avrebbe potuto anche lui, come hanno fatto gli altri leader dei maggiori Paesi, partecipare in videoconferenza alle cerimonie per i 35 anni dell’indipendenza ucraina e alla riunione della coalizione dei Volenterosi a sostegno di Kiev. Invece il neo Premier britannico Andy Burnham ha voluto esserci di persona. Primo viaggio all’estero per lui da quando, poco più di un mese fa, si è insediato a Downing Street. Ha deposto una corona al monumento dei caduti in piazza Santa Sofia, è stato al fianco di Zelensky nei discorsi ufficiali per riaffermare che «adesso è il momento di essere insieme in questa lotta, fino in fondo. Occorre fare pressioni su Mosca affinchè accetti un cessate il fuoco». Una presenza altamente simbolica dunque, con toni che hanno evocato altre battaglie della storia europea: «il Regno Unito ha tenuto viva la fiamma della libertà nel ventesimo secolo, voi lo state facendo nel ventunesimo - ha detto Burnham - La sicurezza dell’Ucraina è la nostra stessa sicurezza». Valori condivisi dagli altri leader, una dozzina collegati, dal francese Macron che ha reso omaggio «ad un popolo libero che non si sottomette», al Cancelliere tedesco Merz, alla presidente del Consiglio Meloni. Proprio il presidente francese ha annunciato che le prime esercitazioni militari congiunte della coalizione dei Volenterosi si terranno a nei mesi di ottobre e novembre. Assordante invece il silenzio americano, con l’assenza degli inviati della Casa Bianca per l’Ucraina, Witkoff e Kushner. Solo una nota del Segretario di Stato Marco Rubio ha riaffermato che «gli Stati Uniti sono a fianco di Kiev e ne sostengono la sovranità». Per Zelensky una occasione per mettere da parte le inchieste giudiziarie su episodi di corruzione che lo hanno lambito in questi giorni e soprattutto per ripetere le richieste di appoggio finanziario e di forniture militari, soprattutto per la difesa aerea.