Nell’Independence Day dell'Ucraina, è il primo ministro britannico Andy Burnham – al suo primo viaggio all’estero da quando ha assunto l’incarico – a emergere come il principale protagonista della riunione a Kiev della Coalizione dei Volenterosi, co-presieduta da remoto dal presidente francese Emmanuel Macron. Il premier laburista ha paragonato la resistenza dell'Ucraina contro l'invasione russa alla lotta condotta dalla Gran Bretagna contro la Germania nazista. Parole accompagnate da una novità di rilievo sul piano militare: il governo britannico consentirà all’azienda di difesa europea MBDA di declassificare le informazioni sui componenti di produzione britannica dei missili a lungo raggio anglo-francesi Storm Shadow/Scalp, al fine di aiutare gli ucraini a sviluppare una propria versione. L'annuncio – avvertono gli esperti – impiegherà probabilmente anni per avere un impatto sulla guerra, ma apre la strada a una collaborazione sempre più stretta tra l’industria della difesa europea e britannica e quella ucraina.

Il Cremlino, senza sorprese, non ha gradito la mossa del governo britannico. Il Regno Unito sta "metodicamente e regolarmente gettando benzina sul fuoco" e cercando di "impedire qualsiasi progresso nel processo di pace", ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov durante il suo briefing quotidiano. Londra "partecipa a questa guerra" al fianco dell'Ucraina, ha affermato, avvertendo che l'esercito russo sta cercando di individuare i siti in cui vengono prodotti questi missili e che prenderà "le misure necessarie per distruggerli".