Nell'aggressione si vede Gheorghe Bulai, uscito dal carcere il primo luglio infierire sul corpo dell'ex cameriere senza pietà. Il tutto a pochi metri dalla maestosa Reggia Vanvitelliana

A pochi minuti di auto dalla maestosa Reggia Vanvitelliana, meta di turisti da tutto il mondo, si può morire per un debito di 50 euro. A Caserta gli ultimi vivono in pieno centro, in quella piazza Sant’Anna che dista poco più di un chilometro dal palazzo reale. È qui che si è consumato il dramma di Guido Roviello, 62 anni, ex cameriere diventato clochard, ucciso a calci e pugni alle tre del pomeriggio del 19 agosto da un altro senza fissa dimora, il 40enne di origine rumena Gheorghe Bulai.

La città è sotto shock. Le immagini dell’aggressione, riprese dalle telecamere di un ristorante della zona, sono finite sui social mostrando in modo crudo il degrado del quartiere. «Conoscevamo tutti Guido, frequentava la zona da anni», racconta a Repubblica Giulia Cosconati, contitolare della farmacia di piazza Sant’Anna. «Questo è il cuore della città, ma è diventato pericoloso lavorare e uscire di casa. Di sera come di giorno assistiamo a urla, bottiglie infrante, aggressioni e piccoli furti. La situazione è fuori controllo». Sul dramma è intervenuto anche il vescovo di Caserta, monsignor Pietro Lagnese, che al quotidiano ha stigmatizzato «l’indifferenza di chi ha visto consumarsi un omicidio così efferato senza intervenire».