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Sara Bettoni

Secondo l’Ats di Milano i casi identificati sono otto. Ma fonti ufficiose parlano di 8 persone malate e altre 7 che hanno contratto il virus. L’Associazione liberi specializzand annuncia un esposto.Sotto la lente un'autopsia su un cadavere con sospetta Tbc. La Statale: «Massima attenzione»

I test, le prime conferme, i ricoveri, la caccia alla fonte del contagio. All’istituto di Medicina legale di Milano nelle ultime settimane è emerso un focolaio di tubercolosi. A contrarre l’infezione medici specializzandi — che stanno completando la formazione dopo la laurea —, medici specialisti e altro personale. Secondo l’Ats di Milano, al momento sono 8 i casi identificati, di cui 4 scovati tramite gli screening, tutti in cura. Nessuno di loro è ricoverato. Da quel che risulta al Corriere da fonti interne, 8 sono le persone che hanno già sviluppato la malattia, altre 7 sono positive a due test che indicano l’entrata in contatto col batterio. E in precedenza ci sarebbero stati 4 ricoveri tra coloro che hanno sviluppato la malattia.

La situazione non sarebbe stata gestita adeguatamente secondo Als, l’Associazione liberi specializzandi. Il presidente Massimo Minerva ha ricevuto segnalazioni del possibile mancato rispetto dei protocolli e ha deciso di scrivere alla rettrice dell’Università Statale Marina Brambilla — a cui fa capo la Scuola di specializzazione in Medicina legale — e all’Ispettorato del lavoro. Per Minerva il focolaio «suscita seria preoccupazione sotto il profilo della tutela della salute e della sicurezza dei medici in formazione specialistica». Seguono 12 pagine con i fatti e le possibili violazioni.