I disturbi alimentari sono ampiamente considerati soprattutto una condizione di salute mentale legata al peso e all’immagine corporea, ma un nuovo studio suggerisce che la situazione è molto più complessa.
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La ricerca, condotta dal Karolinska Institutet in Svezia, ha esaminato i fattori genetici che potrebbero avere un ruolo nei comportamenti di binge eating e nell’anoressia nervosa.
I disturbi alimentari colpiscono milioni di persone in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi ad alto reddito, e l’Europa occidentale registra costantemente il carico più elevato.
Si caratterizzano per abitudini alimentari anomale e un’eccessiva preoccupazione per il cibo, insieme a un forte disagio per il peso e la forma del corpo. I sintomi comportano un rischio significativo o danni per la salute, sofferenza psicologica o compromissione del normale funzionamento. Si stima che il 95% dei casi esordisca entro i 25 anni.







