Più turisti, più denari incassati, più risorse per una città accogliente con i turisti. E’ il circolo vizioso che tanto piace anche al sindaco Jamil Sadegholvaad. "È superfluo ricordare come i buoni riscontri in termini di presenze turistiche nei primi sette mesi del 2026 si riverberino sull’imposta di soggiorno, che a sua volta serve a realizzare opere, migliorare i servizi e, come abbiamo visto anche quest’anno, organizzare eventi di portata nazionale e internazionale dal grande richiamo ed eco promozionale. Una città sempre più moderna, con un’attrattività che si estende a più mesi rispetto all’estate grazie a fiere, congressi, cultura e sport, capace di investire sugli asset dell’accessibilità, come il sostegno del Comune di Rimini all’aeroporto, con eventi di livello, è la strada strategica maestra che dovremo perseguire anche per il futuro, insieme pubblico e privati".

Il ragionamento è presto servito: anche nel pubblico serve ragionare come in un’impresa. Tradotto: investire ogni anno per migliorare il prodotto. Facendo un calcolo approssimativo, nei primi 11 anni di applicazione (dal 2012 al 2023), il Comune ha incassato dall’imposta di soggiorno 80 milioni di euro, in media 7,8 milioni all’anno. Senza queste risorse gli investimenti sarebbero stati possibili aumentando le aliquote Imu e Irpef, gravando sui cittadini. Una pressione che in municipio hanno stimato in cento euro annui a testa in più.