La decisione dell’amministrazione comunale di rividere il servizio ’BusSì’ porta Cesena Siamo Noi ad evidenziare che almeno dal 2024 la magigoranza respinge le crithce bollandole come "contrarietà al trasporto pubblico nelle periferie". Ma per Csn non è così: "Abbiamo sempre sostenuto che chi vive nelle frazioni debba avere le stesse opportunità di mobilità di chi vive in città, ma abbiamo contestato un modello che, a fronte di costi importanti, troppo spesso vede mezzi sovradimensionati viaggiare con pochissimi passeggeri".

Csn pensa a un sistema più moderno, flessibile ed efficiente: "Mezzi elettrici di dimensioni ridotte sulle direttrici dove esiste una domanda sufficiente, affiancati da un vero trasporto a chiamata nelle zone a domanda più debole. E nelle frazioni dove mantenere una linea tradizionale non è economicamente sostenibile, si può sperimentare un sistema di carnet o voucher per taxi e Ncc convenzionati, con particolare attenzione ad anziani, giovani, persone con disabilità e famiglie con Isee più basso". Taxi e Ncc potrebbero collegare le frazioni ai principali nodi del trasporto pubblico, creando un sistema integrato e riducendo notevolmente i costi.

Csn propone allora di sperimentare "questo modello per un anno su alcune frazioni e misuriamo i risultati, confrontando numero di utenti, costo per passeggero, tempi di attesa e qualità del servizio con quelli attuali. E soprattutto chiediamo che ogni euro eventualmente risparmiato dalla revisione di BUSSI rimanga destinato alla mobilità delle periferie. Non vogliamo spendere meno per le frazioni: vogliamo spendere meglio".