Ecco le domande che vorrei rivolgere ai sette leader di destra e sinistra: la crisi climatica è ormai una minaccia concreta, che paghiamo in termini economici e di vite umane. Quali sono le proposte del suo partito per farvi fronte? E, soprattutto, che posto occupano nella gerarchia di importanza del vostro programma politico?
Ho ricavato le risposte da programmi, dichiarazioni e soprattutto voti parlamentari, perché i voti dicono molto più delle dichiarazioni.
Il Green Deal del 2019 non è stato cancellato, ma in seguito l’Europa ha imboccato il piano ReArm EU, poi ribattezzato Readiness 2030, mobilitando centinaia di miliardi di euro per la difesa. Per le politiche ambientali si invocano sostenibilità economica, competitività, debito e necessità di ridurre gli oneri per le imprese. Per le armi si concedono centinaia di miliardi di investimenti: quale gerarchia delle minacce rivelano queste scelte? Le risposte sono quasi chiare.
Meloni: ambiente sì, purché non ostacoli competitività e difesa
Nel 2024 Fratelli d’Italia intitola “Difendere la natura senza eco-follie” il suo programma in campo ambientale. Gli obiettivi climatici devono essere “economicamente e socialmente sostenibili” e propone di cambiare le regole del Green Deal. Nel 2025 vota a favore di ReArm EU. Le politiche per contrastare il cambiamento climatico non devono compromettere competitività e crescita, ma si accetta un forte aumento degli investimenti in armi.










