«Chiariamo subito che la bambina non è morta per un ritardo nelle cure o per una diagnosi sbagliata, ma è morta perché non era vaccinata». A parlare è Roberto Burioni, medico, virologo e divulgatore scientifico, professore ordinario di Microbiologia e Virologia all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, intervenuto sul caso di Anna Rosa Bartolotta, la bimba di 4 anni morta a Palermo a causa della difterite.

Burioni ne ha parlato a La Sicilia e in diversi interventi sul suo canale divulgativo su Substack (burioni.substack.com) sottolineando come l'unica vera barriera contro la malattia sia la vaccinazione. Nel frattempo Regione Siciliana e Asp di Palermo hanno attivato una task force. Al momento, secondo l'azienda sanitaria, non risultano nuovi casi oltre ai due già noti: la bambina morta e il cugino ricoverato.

«Il primo problema sono i portatori sani: persone che stanno benissimo ma possono ospitare e trasmettere il batterio senza saperlo. Identificarli è possibile ma farlo su larga scala, moltiplicando la ricerca per un intero quartiere o per una città, è un'operazione estremamente complessa e difficilmente percorribile», spiega Burioni.

«Noi abbiamo due epidemie che dobbiamo evitare», aggiunge il virologo: da una parte la circolazione del batterio capace di produrre la tossina, dall'altra quella dei virus che possono trasformare batteri inizialmente innocui in ceppi capaci di produrre una sostanza potenzialmente devastante.