Resta alta la tensione nella casa circondariale di Cavadonna, dove i detenuti del circuito A.S. hanno avviato da qualche giorno uno sciopero della fame.
La protesta si inserisce in un quadro di crescente disagio all’interno degli istituti penitenziari siciliani, aggravato dalle elevate temperature e dalle condizioni di sovraffollamento.
La notizia dello sciopero è stata confermata da una nota congiunta sottoscritta dai garanti dei diritti delle persone private della libertà di Palermo, Siracusa e Messina: Pino Apprendi, Lucia Arrisicato e Giovanni Villari.
I garanti hanno posto l’accento sulle difficili condizioni vissute quotidianamente da detenuti e personale di polizia penitenziaria. «La vampa di calore estivo determina l’estenuazione dei detenuti e del personale di polizia penitenziaria», scrivono i garanti.
Particolarmente problematica sarebbe la possibilità per i detenuti di trascorrere tempo all’aperto: i passeggi, secondo quanto evidenziato nella nota, possono essere effettuati soltanto nelle ore più calde, rendendo ancora più pesante la permanenza all’interno dell’istituto.













