Venerdì al carcere di Siracusa c’è stata una protesta di detenuti in cui sono rimasti feriti undici agenti di polizia penitenziaria, secondo quanto detto dal loro sindacato. Alcuni detenuti hanno forzato le recinzioni dei cortili per l’uscita nell’ora d’aria, sono saliti sul tetto del carcere e da lì hanno tirato oggetti e calcinacci contro la polizia. Gli agenti feriti sono stati portati negli ospedali di Siracusa e di Avola per essere medicati.

Il lancio di oggetti dal tetto è l’ultimo di una serie di atti di protesta che nel carcere di Siracusa, il Cavadonna, vanno avanti da giorni: questa settimana alcuni detenuti avevano iniziato uno sciopero della fame per protestare contro le loro condizioni detentive; la settimana precedente altri detenuti avevano protestato contro gli agenti che volevano perquisire una cella, minacciandoli con forbici da carta separate in due pezzi e utilizzate come arma da taglio. Nei giorni ancora precedenti c’era stata un’altra protesta in cui una decina di detenuti erano rimasti feriti, e ancora prima altri detenuti avevano aggredito altri due agenti.

Il sindacato degli agenti, l’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), aveva già definito la situazione al Cavadonna «fuori controllo». Non ci sono informazioni sui motivi per cui è iniziata la protesta venerdì, ma la frequenza delle proteste delle ultime settimane è dovuta a una combinazione di fattori che vanno dal sovraffollamento (ci sono oltre 700 detenuti per circa 540 posti disponibili) al caldo e, soprattutto, a una serie di problemi strutturali di quel carcere in particolare.