HomeUmbriaCronacaL’Umbria non è mai uscita dal trauma: "Siamo più o meno all’anno zero"Quasi ottomila persone dovettero spostarsi nelle strutture abitative d’emergenza: ci vivono ancora in 2.346. E il Comitato per Norcia accusa la Diocesi: circa 60 chiese sono ancora totalmente o parzialmente distrutte. .Quasi ottomila persone dovettero spostarsi nelle strutture abitative d’emergenza: ci vivono ancora in 2.346. E il Comitato per Norcia accusa la Diocesi: circa 60 chiese sono ancora totalmente o parzialmente distrutte. .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFOLIGNO (Perugia) È notte fonda quando una scossa di magnitudo 6 fa tremare il Centro Italia. Un caldo mercoledì di fine agosto, di dieci anni fa. Prima dell’alba, i sindaci del territorio sono già operativi. E con loro, l’imponente macchina dei soccorsi. In Umbria i danni maggiori sono a San Pellegrino di Norcia, dove la popolazione si è riversata nelle strade in pigiama, tra le macerie. Mentre dall’altra parte della montagna, ad appena venti chilometri, è tutto crollato. Arquata del Tronto, Accumoli e Amatrice. La prima in provincia di Ascoli Piceno, le altre di Rieti. La conta dei morti, giorno dopo giorno, sale a 299, 8 sono umbri. Quattro saranno invece le cosiddette vittime collaterali. Migliaia le famiglie devastate dal dolore e dalla paura. Ma le scosse non si fermano e se ne registreranno oltre 124mila per tutta la durata dello sciame sismico. La più forte il 30 ottobre alle 7.40. Epicentro Norcia. Qualche sera prima due scosse importanti avevano allertato la popolazione. In diretta tv crollò la chiesa di San Salvatore a Campi di Norcia. In molti erano così tornati a dormire in macchina. Poi, la domenica mattina, arrivò la scossa più violenta dal terremoto dell’Irpinia del 1980. Con una magnitudo 6.5, il sisma fece crollare abitazioni, scuole e chiese, tra cui la basilica di San Benedetto, simbolo della città. Quasi ottomila persone furono costrette a vivere nelle Sae, le strutture abitative in emergenza. Sono trascorsi 10 anni, ad oggi ci vivono ancora 2346 sfollati. "Dopo dieci anni ti abitui a viverci ma ti manca tutto quello che era una casa".
L’Umbria non è mai uscita dal trauma: "Siamo più o meno all’anno zero"
Quasi ottomila persone dovettero spostarsi nelle strutture abitative d’emergenza: ci vivono ancora in 2.346. E il Comitato per Norcia accusa la Diocesi: circa 60 chiese sono ancora totalmente o parzialmente distrutte. .











