SAN MICHELE AL TAGLIAMENTO (VENEZIA) - Una bravata insensata in una notte sregolata, che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia irreparabile. Si è chiuso in poche ore il cerchio degli investigatori sui 3 autori dell'aggressione avvenuta all'alba di domenica ai danni dell'ottantenne Rodolfo Paccagin, residente a San Martino al Tagliamento (Pordenone), scaraventato nella laguna di Bibione senza alcun motivo mentre si godeva qualche ora di tranquillità. Erano circa le 6.50 quando l'anziano si trovava fermo sul pontile d’approdo della linea nautica "XLagoon", lo snodo marittimo che collega Bibione Pineda a Caorle.
L'uomo aveva deciso di trascorrere le prime ore del mattino a pescare in solitudine nelle acque della laguna. Un momento di totale serenità interrotto bruscamente dall'arrivo di un'automobile, dalla quale sono scesi due ragazzi. In pochi istanti, e senza che vi fosse stato alcun tipo di dialogo o provocazione, i giovani si sono scagliati alle spalle del pensionato, spingendolo con violenza nel vuoto e facendolo volare direttamente in acqua, per poi fuggire a tutta velocità a bordo del veicolo su cui li attendeva un terzo complice. L’INDIGNAZIONE Un gesto di una gravità inaudita che ha provocato profonda indignazione e sconcerto. A dar voce al dolore e alla rabbia della famiglia è la nipote della vittima, che preferisce mantenere l'anonimato: «Quest'uomo è mio zio, a cui piace pescare all'alba perché poi fa troppo caldo, ma non ci rinuncia perché la pesca è tutta la sua vita... Potrebbe domani essere vostro padre, vostro nonno, il vostro vicino». La nipote descrive i momenti drammatici vissuti dall'anziano per mettersi in salvo nel canale: «Cercando di sopravvivere, attaccandosi alle bricole del molo, si è sfregiato tutte le gambe, essendo i pali l'habitat naturale di cozze e conchiglie varie. È una vergogna spaventosa. Questi giovani, come si definiscono "maranza", che si credono grandi, se la prendono con le persone indifese. In questo caso hanno gettato in acqua un ottantenne, quindi l'intenzione di fargli del male era assolutamente chiara a tutti noi. Ora si spingono gli anziani giù dal molo senza nessun motivo, se non per un macabro divertimento? In che mondo viviamo se i ragazzi se la prendono con le persone fragili in questo modo? Non ho neanche voglia di riflettere. Sento solo una grande amarezza». I FILMATI I Carabinieri della stazione di Bibione si sono messi subito al lavoro per dare un volto ai responsabili. Elemento fondamentale per la rapida svolta investigativa sono stati i filmati registrati dagli impianti di videosorveglianza installati nella zona dell'imbarcadero. I fotogrammi, nitidi ed inequivocabili, hanno immortalato l'arrivo della Citroën usata per il blitz e la sequenza fulminea dell'attacco. L'analisi incrociata delle targhe e dei movimenti del veicolo ha consentito ai militari dell'Arma di ricostruire con esattezza il tragitto del mezzo e di identificare l'intero gruppo. Si tratta di tre giovani residenti nel Portogruarese, tutti sui 20 anni, incensurati e attualmente impiegati a Bibione come lavoratori stagionali. L'aggressione all'anziano pescatore ha rappresentato l'atto finale di una lunga notte brava vissuta tra le vie della località balneare. Prima di raggiungere il pontile di Pineda, i tre ragazzi si erano resi protagonisti di una sequela di atti vandalici e disturbi alla quiete pubblica, lanciando uova e causando diversi danneggiamenti. Ora i Carabinieri li hanno deferiti in stato di libertà alla Procura di Pordenone, competente per territorio, che coordinerà i prossimi passaggi per i reati che verranno loro contestati.









