L'80enne gettato in mare a Bibione, il clochard ammazzato a calci e pugni a Caserta: non chiamatela solo "violenza"di Lucia Espositomartedì 25 agosto 20261' di letturaA Bibione un ottantenne va a pescare su un pontile. Due ragazzi lo scaraventano in acqua, ridendo. A Caserta la stessa grammatica della vigliaccheria si applica a un uomo che ha perso tutto tranne il nome, Guido, ammazzato a calci e pugni per un debito di pochi euro. Non chiamatela violenza, è dire poco: questa è la ferocia che attribuiamo alle bestie calunniandole, perché le bestie non uccidono per noia o per divertimento, al massimo per fame.Attorno, testimoni immobili, parecchi con il telefono in mano: la barbarie contemporanea esige un pubblico, e il pubblico preferisce riprendere piuttosto che intervenire. Siamo oltre la banalità del male: manca perfino l’alibi dell’ideologia, resta il gusto di infierire sui deboli. Un anziano, un senzatetto.Il vecchio è inerme con la canna da pesca, e davanti al mare è ancora più piccolo. Qualcuno lo guarda e vede un birillo da buttare giù. Qualcun altro guarda Guido e decide che è un fastidio da eliminare. Il vecchio nel mare, Guido sull’asfalto. Un uomo ferito, un uomo solo. Due storie diverse con lo stesso punto cieco: qualcuno guarda un essere umano e smette di vederlo.