In recupero i Treasury Usa dopo che il Tesoro americano ha raddoppiato i riacquisti di titoli con scadenze comprese tra 10 e 30 anni.
Il rendimento del decennale Usa ieri è sceso al 4,69%, quello del 2 anni, più sensibile ai tassi di interesse, al 4,22% e quello del 30 anni al 5,21% (la scorsa settimana al 5,33%, il massimo dal 2007) in attesa delle misure concrete sul fronte fiscale dopo le dichiarazioni del segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent. «I rendimenti dei Treasury Usa a 2 anni sono scesi dal picco del 4,35% del 23 luglio al 4,2% attuale, un movimento che riflette sia il messaggio della Fed dopo la riunione del 29 luglio sia una serie di dati economici pubblicati ad agosto, tra cui quelli sulle buste paga e sull'Ipc, che hanno indicato un'urgenza modesta di ulteriori rialzi dei tassi, mentre quelli a 30 anni sono aumentati dal 5,15% del 23 luglio fino a un massimo intraday di quasi il 5,35% il 18 agosto e questo evidenzia un indebolimento dell'appetito degli investitori per la duration», sottolinea Luca Cazzulani, head of strategy di Unicredit, secondo il quale l'annuncio del Tesoro statunitense di aumentare i riacquisti ha offerto soltanto «un sollievo temporaneo.
Un calo duraturo dei premi a termine richiederebbe probabilmente un consolidamento fiscale e un quadro dell'inflazione meno incerto, mentre l'offerta obbligazionaria legata all'AI rimane un vento contrario».
















