Dopo l'ultima conferenza stampa della Federal Reserve «il mercato sembra aver tratto una conclusione precisa: rinviare oggi un ulteriore inasprimento della politica monetaria rischia di rendere necessario un intervento ancora più restrittivo in futuro», osserva Raphael Olszyna-Marzys, economista internazionale di J.

Safra Sarasin.Kevin Warsh, presidente della banca centrale statunitense, ha sostenuto i tassi d'interesse invariati, spiegando che, tra una riunione e l'altra, le condizioni finanziarie si erano già irrigidite, svolgendo di fatto parte del lavoro della banca centrale.«Questo approccio presenta però un problema evidente, se la Federal Reserve delega il proprio compito ai mercati finanziari, non mantiene più il pieno controllo della politica monetaria», dichiara l'esperto.

Secondo Secondo Olszyna-Marzys, Warsh potrebbe inoltre confidare in una forte accelerazione della produttività grazie all'intelligenza artificiale, tale da sostenere l'offerta e attenuare le pressioni inflazionistiche.Con il mercato del lavoro in equilibrio e la domanda ancora resiliente, gli ultimi dati sull'inflazione e sui consumi personali saranno determinanti per l'esito della riunione della banca centrale americana in calendario per il prossimo settembre, dichiara l'esperto. «A meno che l'inflazione non registri una sorpresa significativamente al ribasso, riteniamo che la soglia per un rialzo dei tassi a settembre sia bassa», prosegue Olszyna-Marzys.«Più importante ancora, se la domanda interna dovesse mantenere lo stesso livello di resilienza mostrato finora, la Federal Reserve potrebbe alla fine dover effettuare più dei due ulteriori rialzi dei tassi che attualmente prevediamo», conclude l'esperto di J.Safra.