Oro, titoli di Stato Usa e semiconduttori protagonisti, nel bene o nel male, del lunedì di mercato.

La dinamica del lingotto è stata particolarmente interessante: ieri il metallo giallo è arrivato, in seguito all'apertura di Wall Street, a superare quota 4.700 dollari l'oncia, sui massimi degli ultimi tre mesi.

A supportare il nuovo rally del metallo giallo è stato, fin dalle sedute della scorsa settimana, l'intervento deciso del Tesoro statunitense sul mercato obbligazionario, che ha contestualmente fatto abbassare i rendimenti dei T-bond sulle scadenze più lunghe riacceso i timori per un indebolimento del dollaro, spingendo gli investitori verso beni rifugio alternativi.

Il dipartimento del Tesoro guidato da Scott Bessent raddoppierà il buyback di obbligazionari sovrane a partire da settembre, portandolo da 2 ad «almeno» 4 miliardi di dollari.

Ieri peraltro Cnbc ha svelato che Bessent potrebbe attingere a quasi 1.000 miliardi di dollari del Treasury General Account (Tga) per finanziare il riacquisto: una sorta di fondo di riserva del governo, il cui ammontare è a discrezione del Tesoro stesso.