Il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent l’ha presentata come «la più grande offensiva finanziaria di sempre», Donald Trump come uno «sbarco in Normandia economico». È la nuova tornata di sanzioni Usa contro la Repubblica islamica, l’ultimo tentativo di Washington di piegare la volontà di Teheran dopo quasi sei mesi di guerra.

Per ora ha fatto crollare la valuta iraniana, il rial, a un minimo storico sul dollaro, mentre Bessent intimava: «È ora che i leader mondiali facciano una scelta tra America e Iran.

La nostra campagna andrà avanti con finché questo regime non sarà rimasto completamente solo».

Le sanzioni in sé non sono nuove: gli Stati Uniti le applicano da quasi cinquant’anni e a giugno ne hanno aggiunte altre contro chi aiuta l'Iran a eluderle.

Questa volta prendono di mira i governi che ospitano chi garantisce liquidità a Teheran.