«Siamo ormai giunti alla fase decisiva. Siamo al D-Day economico, la più grande offensiva finanziaria mai scatenata contro un avversario». A dirlo è il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent in un’intervista al Financial Times riguardo alle nuove sanzioni imposte dalla Casa Bianca contro l’Iran. «I paesi che ritengono la politica di pacificazione nei confronti del regime una scelta più sicura dovrebbero riconsiderare la propria posizione», ha aggiunto Bessent precisando che «per chi sceglie di legare il proprio destino a quello di Teheran, l’alternativa è la preclusione di tutte le vie verso una prosperità duratura. Diventare un rifugio per il terrorismo significa trasformarsi in un paria a livello globale». E ancora: «Il mondo deve comprendere che il nostro obiettivo è recidere ogni ancora di linfa economica che sostiene il regime tirannico, fino a lasciare Teheran completamente isolata».

Le sanzioni economiche sembrano essere l’unica strada rimasta a disposizione del presidente Donald Trump per vincere il conflitto, che oramai ha iniziato sei mesi fa. Intanto, il portavoce della Guardia rivoluzionaria iraniana, Hossein Mohabbi, ha dichiarato che il Paese ha predisposto diversi scenari per fronteggiare le ripercussioni della guerra economica americana, confermando di disporre di piani per rispondere a qualsiasi azione ostile da parte di Washington. Le autorità di Teheran minacciano sanzioni e restrizioni nei confronti delle navi che «violano i protocolli iraniani» sullo Stretto di Hormuz.