La tragedia di Vibo Marina, l’ultimo selfie prima del buio: il dolore di papà Valentino Campana per la perdita di Domenico. «Un ragazzo d’oro»

VIBO VALENTIA – Un ragazzo nel fiore della giovinezza, il riflesso dorato del sole che si nasconde lentamente dietro l’orizzonte del mare, e un sorriso sereno rivolto all’obiettivo. Quello scatto, un selfie catturato negli ultimi istanti di luce, avrebbe dovuto essere il sigillo felice di tre giorni di vacanza spensierata tra amici. Ma quell’istantanea non è mai avvenuta.

Per Domenico Campana, 26enne di Mirto Crosia, la mini vacanza nel Vibonese lo ha strappato, proprio sul finire della stessa, ai suoi sogni e all’abbraccio della sua famiglia, il 14 agosto scorso nelle acque di Vibo Marina. «È come vivere in un sogno, siamo ancora completamente storditi e frastornati da questa notizia», confessa il padre, Valentino Campana, con una voce che trema per il dolore ma che ritrova fermezza quando invoca giustizia per il figlio.

«Nostro figlio non c’è più»: la premonizione e l’allarme automatico dell’iPhone

Il dramma, com’è ormai noto, si consuma intorno alle 19:20. A chilometri di distanza, a Mirto Crosia, la vita dei genitori di Domenico cambia per sempre in modo quasi irreale. Non è una voce umana a spezzare il silenzio, ma il segnale acustico di uno smartphone. L’iPhone di Domenico, avendo rilevato la violenza dell’impatto, fa partire in automatico un messaggio SOS salvavita, inviando le precise coordinate geografiche della collisione al padre, alla madre, alla sorella e ai servizi di emergenza del 118: «Quando è arrivato quel messaggio, mi è crollato tutto il mondo addosso», sussurra Valentino, ricordando il brivido di una premonizione immediata e straziante.