Il nome scelto è "Operation Economic Outcast". È con questa formula che da oggi in poi andrà verrà indicato il pacchetto di sanzioni secondarie pensato per tagliare ogni linfa economica che sostiene il regime e per isolare Teheran anunciato dal segretario del Tesoro americano Scott Bessent. "Il nostro obiettivo è recidere ogni ancora di salvezza economica che sostiene questo regime tirannico,fino a quando Theran non resterà completamente isolata", ha detto. Le stesse parole, o quasi, con cui aveva chiuso il suo pezzo firmato pochi giorni fa sulle pagine del Financial Times.
Si tratta in tutto di cinque settori toccati in tutto: asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi. Non solo il petrolio e la sua logicistica, dunque, ma "le principali fonti vitali che Teheran sfrutta in altri Paesi", e cioè i canali con cui la Repubblica Islamica prova a convertire e proteggere valore quando i circuiti finanziari si chiudono.
A ciò si affianca un secondo binario. L'Office of Foreign Assets Control imporrà sanzioni a oltre 60 entità, individui e imbarcazioni in tutto il mondo, accusati di permettere al regime iraniano di procurarsi tecnologie nucleari e missilistiche, condurre operazioni informatiche e generare entrate petrolifere. "Questa è una campagna duratura volta a eliminare fino all'ultima opzione a disposizione dell'Iran", ha detto Bessent, promettendo che gli Stati Uniti "bloccheranno ogni potenziale fonte di entrante per le Guardie Rivoluzionarie". "La forza dell'economia americana sotto il nostro presidente ci permette di condurre questa operazione fiannziaria di lungo respiro affiancandola alla potenza delle nostre forze armate", ha aggiunto.










