L’Italia ha seguito la scia degli Stati Uniti e ha riaperto a sinistra il dibattito sulla questione della cosiddetta ‘cultura Woke’. Il primo a sollevare il tema è stato il leader del M5s Giuseppe Conte, seguito a ruota da Renzi e da Schlein (che però non ha risposto direttamente al leader pentastellato). Il nodo però non è stato sciolto: nel centrosinistra ci si interroga su come tenere insieme diritti sociali e diritti civili e su come mandare in soffitta gli eccessi del ‘wokismo’.

Da qualche giorno l'Italia ha seguito gli Stati Uniti nel dibattito sulla cosiddetta cultura ‘woke', lanciato nei giorni scorsi da Alexandria Ocasio-Cortez, una delle più note figure dell'ala progressista dei dem americani, e aperto dalle nostre parti dal leader del M5s Giuseppe Conte.

Il punto della questione è molto semplice: la sinistra per battere la destra deve tornare a occuparsi della crisi economica, parlare di lavoro e di diritti sociali, abbandonando le polemiche sul politicamente corretto e le sue degenerazioni. La prima a fare una ragionamento sugli eccessi del ‘wokismo' è stata appunto la deputata di New York, che in un'intervista ad ABC ha voluto in parte rimettere in discussione le posizioni più estreme del cosiddetto "Woke 1", definito "folle". Per esempio alcune battaglie, come il "defund the police", cioè la richiesta radicale di ridurre i budget dei dipartimenti di polizia per reinvestire gli stessi fondi in servizi pubblici e comunitari. È il punto di partenza di un'autocritica che ha coinvolto anche la sinistra italiana, il cosiddetto campo largo, alle prese con l'ipotesi primarie per la definizione di una leadership chiara in vista delle elezioni politiche del prossimo anno. La questione aperta da Conte: l'autocritica e la presa di distanza sul ‘wokismo' Sulle pagine de La Repubblica si è avventurato nel tema Giuseppe Conte, con una posizione netta che in parte ha spiazzato gli alleati progressisti, mettendo di fatto in contrapposizione diritti sociali e diritti civili: "Oggi la domanda che dobbiamo porci è: la cultura Woke può costituire l’ossatura ideologica di una forza progressista? Ne dubito". Conte ha abbracciato il riposizionamento della sinistra americana, che in questo momento sta tentando di attirare l'elettorato moderato. Per farlo la ricetta può essere solo una: riaccendere i riflettori su temi che coinvolgano da vicino la classe lavoratrice, come il costo della vita, i salari, la sanità, la casa.