Per Russell Crowe, questa volta, il personaggio da raccontare è lui stesso. L’attore, il musicista, il ragazzo che ha cominciato a lavorare prima di diventare una star e che oggi, a distanza di decenni, può permettersi di guardare indietro. È questo il Crowe che arriverà al Lido per l’83esima Mostra del Cinema di Venezia con What Love Builds, documentario da lui diretto e dedicato soprattutto alla musica, alla creatività e alla propria storia. Il film sarà presentato in anteprima nella sezione Venezia Open – Fuori Concorso: l’appuntamento è per l’11 settembre alle 21 alla Sala Darsena.

Un film musicale, ma anche una lunga confessione autobiografica. Un racconto nel quale Crowe ripercorre gli inizi, la carriera cinematografica e il rapporto con la musica, che nella sua vita non è mai stata semplicemente un’attività parallela alla recitazione. Il direttore della Mostra Alberto Barbera lo aveva anticipato presentando il programma: il documentario alterna la parte musicale a una lunga conversazione autobiografica con l’attore e musicista.

Musica che passione

Ed è proprio la musica a permettere a Crowe di raccontarsi lontano dall’immagine più ingombrante della sua carriera. Perché quando si pronuncia il suo nome, il pensiero corre inevitabilmente a Il gladiatore, al generale romano trasformato in schiavo, alla vendetta, all’Oscar e a uno dei personaggi che hanno segnato il cinema degli ultimi venticinque anni. Crowe, però, di Massimo racconta soprattutto il lavoro. Non il mito costruito dopo, ma quello che succedeva sul set. Al Taormina Film Festival aveva ricordato di essere arrivato alla lavorazione “pazzo”, completamente immerso nel personaggio: “Ogni minuto che vedete nel film sono io”.