C’è un pregiudizio diffuso sulla sicurezza stradale: gli anziani al volante rappresentano un pericolo costante sulle strade. Ma secondo i dati Istat e l’Osservatorio Europeo della sicurezza stradale la realtà è un’altra: l’età anagrafica non rappresenta un fattore di rischio così elevato come si potrebbe pensare. Al contrario, gli anziani si confermano tra gli automobilisti più prudenti.

La probabilità che un conducente over 85 causi un incidente grave o letale per gli altri utenti della strada non è affatto superiore a quella di qualsiasi altro guidatore. Secondo quanto riportato dai dati ISTAT, nel 2024, il numero di vittime negli incidenti stradali tra gli over 85 era pari a 212 persone. Mentre nelle statistiche sull’incidentalità stradale del 2025, la classe 85-89 anni registra un tasso di mortalità più elevato, seguite dalla classe 80-84 anni e 20-24 anni. Tuttavia, si specifica che le statistiche includono tra i dati pedoni e passeggeri, pertanto, in caso di sinistro stradale i dati relativi alla fascia più anziana della società subiscono inevitabilmente un’impennata nei numeri dovuto più che alto alla loro fragilità fisica, non in qualità di responsabili dell’impatto.

Come afferma la Commissione Europea nel rapporto Road Safety Syntheses – un'analisi qualitativa della sicurezza stradale -, i conducenti anziani rappresentano una minaccia soprattutto per la propria incolumità, non per quella altrui: “Sono esposti a un rischio fortemente accresciuto di morire o ferirsi gravemente, ma non risultano significativamente più inclini a provocare incidenti che causino il ferimento di terzi”.