I repubblicani temono una batosta alle elezioni di novembre. Ma il tycoon non crede alle rilevazioni e ai suoi elettori dice: «Fingete di votare per me, anche se non sono candidato»
A poco più di due mesi dalle elezioni di metà mandato, Donald Trump appare sempre più in difficoltà nei sondaggi. Secondo l’ultima rilevazione di YouGov e The Economist, in 47 stati americani su 50 la maggioranza degli elettori boccia l’operato del presidente in carica. A promuovere Trump sono soltanto tre roccaforti repubblicane: Wyoming, Idaho e Virginia. In tutto il resto del Paese, le politiche schizofreniche della Casa Bianca su economia, commercio e politica estera non sembrano essere piaciute all’opinione pubblica. Secondo un recente sondaggio di Reuters, pubblicato il 17 agosto, soltanto un americano su tre approva l’operato dell’amministrazione in carica.
Le elezioni di midterm e il Congresso in bilico
A novembre, i cittadini americani saranno chiamati alle urne per le elezioni di midterm, che prevedono il rinnovo di tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e un terzo del Senato. Il voto non ha un effetto diretto sul presidente, che però – in caso di sconfitta – rischia di trovarsi con almeno un ramo del Congresso in mano al partito di opposizione. Uno scenario che costringerebbe la Casa Bianca a scendere a compromessi con i democratici per approvare nuove leggi. Al momento, i sondaggisti stimano che i democratici abbiano buone probabilità di riottenere la maggioranza alla Camera, mentre al Senato la partita resta decisamente più aperta e vede i repubblicani leggermente favoriti.










