Dalla targa dedicata a Darya Dugina in Toscana agli attacchi contro la missione Irini, passando per la manipolazione di San Francesco e le narrative su Colleferro, la pressione propagandistica russa in Italia si muove ormai su terreni molto diversi. Con le elezioni del 2027 all’orizzonte, è il pattern che lega questi episodi — più dei singoli casi — a porre una questione di interesse e sicurezza nazionale

La provincia italiana torna a offrire un palcoscenico alla propaganda russa. A Vagli Sotto, piccolo comune della provincia di Lucca, l’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov e il console generale Kirill Ignatov hanno partecipato a una cerimonia per l’inaugurazione di una targa dedicata a Darya Dugina, la giornalista russa figlia dell’ideologo Alexander Dugin, uccisa in un attentato vicino a Mosca nel 2022. La targa è stata collocata nel “Parco dell’Onore”, alla presenza di circa trenta esponenti e simpatizzanti russi e italo-russi.

Vagli Sotto, del resto, non è un luogo nuovo alla simbologia russa. Il comune ospita già una statua dedicata ad Alexander Prokhorenko, militare delle forze speciali russe morto in Siria nel 2016, e una strada denominata “Cuore Russo”. Durante la cerimonia Paramonov ha celebrato i rapporti tra le società italiana e russa, sostenendo che la propaganda sulla guerra in Ucraina non sarebbe riuscita a scalfirli. Il sindaco Mario Puglia ha difeso l’iniziativa e assicurato che la targa dedicata a Dugina resterà al suo posto nonostante le polemiche.